Schermaglie ASI - ACI, a chi giovano?

Tra i due presidenti volano gli stracci, ora apertamente con lettere pubblicate integralmente su riviste del settore e con frasi, almeno da una parte, leggermente sopra le righe. Se è giusto rendere pubbliche le politiche che si intendono portare avanti è meno opportuno esternarne i dissapori; quando poi si intromettono anche soggetti terzi che poco hanno a che vedere con le questioni in campo, vien da pensare a chissà mai quali reconditi interessi siano in palio e quale gigantesca torta ci sia da spartire. L’argomento principale su cui si basa la disputa, sembra di capire, sia su chi deve essere delegato a rilasciare il certificato di rilevanza storica (CRS) attualmente concessa solo a A.S.I., FMI, Registro Fiat, Registro Lancia e Registro Alfa Romeo, non è però chiaro un concetto: stabilire quali mezzi meritano di essere certificati e di conseguenza poter usufruire dei benefici previsti. Oltre alla esenzione, parziale o totale dal pagamento della tassa di possesso, è impegno comune battersi per la libera circolazione dei veicoli storici, come avviene in alcuni altri paesi europei. Con una differenza però: anche noi avevamo scritto che Parigi (una tra le città più rigide in materia) consente, libera circolazione ai veicoli registrati in Carta Grigia Collezione, ma manco si sognano di rilasciarla a quelli con meno di trent’anni d’età e tantomeno pensano a liste chiuse o di salvaguardia che dir si voglia. Mentre ovunque il limite d’anzianità è di trent’anni e la FIVA pensa di elevarlo a quaranta, noi che facciamo? Ci inventiamo le Young Timer! In alcuni di questi paesi è stata abolita anche la revisione periodica per i veicoli costruiti prima del 1960 e iscritti in un registro basandosi sul semplice presupposto che nessuno si azzarderebbe a portare in strada una ultrasessantenne senza prima averne verificato i già scarsi sistemi di sicurezza onde salvaguardare l’incolumità personale (e altrui) ed evitare danni ai preziosi mezzi. Se invece la questione riguarda l’odiata tassa di possesso accusata di essere causa delle vendite all’estero dei veicoli ventennali, forse le vecchia tassa di circolazione (chi non circola non paga, oppure la ormai dimenticata sovrattassa sulla benzina (chi più circolapiù paga), risolverebbero il problema alla radice, e in un modo onell'altro a guadagnarci sarebbe sempre il collezionista serio.La forsennata corsa all'accaparramento dei soci degli ultimi decenni,ha certamente raggiunto numeri ragguardevoli ma anche svilitol'ambiente, facendo perdere valore alle certi cazioni.Vorremmo tanto che un Certi cato di Identità o un CRS, rilasciatinon in base al valore economico del mezzo, ma bensì dall'effettivo valore di interesse storico, tornasse ad essere un documento da esibire con orgoglio e non solo un lasciapassare per la libera circolazione (se e quando si riuscirà ad ottenerla) o per accedere ai benefici fiscali e assicurativi. La frase "esente bollo e assicurazione ridotta" che spesso si legge negli annunci di compravendita, suona più come un incentivo all'acquisto di un usato che di un pezzo da collezione.

Siamo in questo periodo purtroppo, alle prese con qualche cosa di molto più serio, le condizioni sanitare stanno mettendo in gravi difficoltà l’intero paese e ulteriormente mettendo in crisi un settore che già di per se langue, assistiamo a cancellazioni e rinvii di mostre mercato e manifestazioni di ogni tipo. Al momento di andare in stampa, sembra che l'emergenza stia fortunatamente andando verso una soluzione che ci permetterà di tornare, speriamo rapidamente, alla normalità. È quello che tutti ci auguriamo.

E.C.

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