Saranno i carburanti BIO, il nostro futuro?

Nel corso dell’assemblea generale della FIVA, tenutasi a Cipro, il vicepresidente della federazione olandese Bert Pronk, ha ipotizzato alcuni scenari sul futuro del motorismo storico, partendo da alcune personali considerazioni:
1. “A partire dal 2030 tutti i nuovi veicoli in produzione saranno equipaggiati con motori elettrici o idrogeno, per cui il patrimonio dei veicoli storici dovrà essere convertito in elettrico per poter circolare”.
È questa una ipotesi poco convincente se vengono prese in considerazione alcune serie problematiche come lo smaltimento delle batterie esaurite, la reperibilità dell’energia elettrica (che tra l’altro l’Italia già acquista dall’estero) e che in qualche modo più o meno inquinante, dovrà essere prodotta, oltre naturalmente agli elevati costi iniziali e alla scarsa autonomia, almeno stando a quanto offre la produzione attuale. Altrettanto dicasi per l’idrogeno (non presente in natura) quindi anche questo da produrre e stoccato in serbatoi ad alta pressione, con i rischi che ne potrebbero derivare: alzi la mano chi dormirebbe sonni tranquilli sapendo di avere un’auto a idrogeno parcheggiata nel garage sotto casa.
2. “Tra 10 anni l’aria sarà talmente inquinata che il patrimonio dei veicoli storici potrà essere ammirato solo nei musei”.
Previsione catastrofica cui gradiremmo fosse posto rimedio in tempo utile.
3. “Nel 2030 (come ai tempi di Bertha Benz) si potrà acquistare il carburante solo in farmacia”.
4. “Le compagnie fornitrici di carburante produrranno carburanti puliti e utilizzabili su ogni tipo di veicoli, storici compresi e impianti di riscaldamento”.
Un utopia o forse no, se pensiamo ai progressi ottenuti nella produzione della puzzolente benzina verde dei primi tempi che pure ha fatto la fortuna dei vari produttori di additivi, e alle possibilità offerte dalla natura di produrre carburanti o biogas da quelli che oggi vengono considerati rifiuti. Arrivare a questo vorrebbe significare la soluzione (o quasi) delle problematiche sopra elencate. Bert Pronk assicura che alcune compagnie, fornitrici di carburanti stiano già lavorando seriamente a progetto. Nel contempo l’ASI, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha promosso un programma di ricerche sugli inquinanti dai quali sono emerse le principali sorgenti delle polveri sottili (PM10): nei grandi centri urbani il riscaldamento domestico incide per il 42%; l’industria per il 17%; i trasporti stradali nel complesso per un 11%. Nelle campagne è l’agricoltura a incidere per il 15% mentre le centrali elettriche (a petrolio o a carbone) sono responsabili del 10% di PM10 ma, di contro producono il 78% di SOX (ossidi di zolfo). Da questi studi risulterebbe che l’impatto causato dai veicoli storici, dato il numero limitato e lo scarso utilizzo sarebbe in proporzioni ridottissime, stimate attorno allo 0,8% (fonte ASI).
Questo numero di epocAuto riporta nelle pagine centrali un elenco dei raduni, delle mostre mercato e delle aste in programma dai primi di marzo a fine dicembre 2020 i cui dati ci sono stati comunicati dai diretti interessati; Alcune di queste date potrebbero subire variazioni, è consigliabile fare una verifica prima di prendere una decisione. Ogni singolo evento riporta indirizzo e-mail e/0 numero telefonico dei rispettivi responsabili.

E.C.

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