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LA FERRARI A CARACALLA

Articolo pubblicato su epocAuto 12-2021 a firma di Gabriele Scotto

Alcuni anni or sono l’Arch. Valerio Moretti, affermato scrittore e autorevole nonché apprezzato autore di numerosi libri sulla storia dell’automobilismo sportivo, mi disse che stava lavorando a una pubblicazione che aveva come argomento il primo successo, in assoluto, della Ferrari, in occasione del IX Gran Premio Roma, sul Circuito delle Terme di Caracalla il 25 maggio del 1947. La manifestazione, organizzata in modo encomiabile dall’Automobil Club di Roma, grazie, in particolare, all’impegno profuso dall’allora Presidente Avv. Sotgiu, fu denominata la “Primavera Romana del motore”. Ora, tornando al volume di Moretti “Ferrari debutto a Caracalla”, mi ricordo che l’autore, sempre molto attento e scrupoloso nel raccogliere documentazione e ogni forma di notizia che potesse essere collegata all’argomento trattato, si ricordò che, il sottoscritto, all’epoca, nella qualità di Presidente del “Circolo Romano La Manovella”, si era adoperato per far sì che l’importante evento fosse celebrato anche grazie al contributo del glorioso Circolo Capitolino del quale Valerio Moretti deve essere considerato, a buon diritto, un “Padre della Patria” anche nella qualità di socio fondatore. In proposito ricordo che l’Autore mi chiese una testimonianza della nostra partecipazione a questo Evento, a dir poco epocale, in cui la famosa “Ferrarina 125 S” (1500 cm3, 12 cilindri), colse il primo dei suoi innumerevoli trionfi. A questo punto trascrivo in parte la mia testimonianza: “Eravamo nei primi mesi del 1997. All’epoca chi scrive questi ricordi dirigeva l’Ufficio Legale del Comune di Roma, con la qualifica di Capo dell’Avvocatura nel corso del II mandato del Sindaco Rutelli. Sempre nel contempo era altresì Presidente del Circolo Romano “La Manovella”, il più antico Circolo di Auto storiche d’Italia fondato nel lontano 1953 da un gruppo di appassionati romani.
In virtù di entrambe le cariche fui coinvolto nell'organizzazione dell'evento; fu elaborato un impegnativo programma mediante il quale sarebbe stato consentito, a circa 300 Ferrari, veramente d’epoca, pervenute da tutte le parti del mondo, non solo di poter rievocare lo storico Circuito delle Terme di Caracalla, ma anche di regalare ai cittadini romani le emozioni di poter vedere tantissime stupende vetture, assolutamente uniche, percorrere per due giorni di seguito i lungotevere in entrambe le direzioni. Tutt’altro che facile si rivelò il coordinamento delle varie competenze: lo studio dei percorsi, l’individuazione delle aree da destinare alla sosta delle auto, il servizio dei Vigili urbani lungo tutto il percorso, il servizio di sorveglianza che doveva essere particolarmente rigoroso dato il valore dei veicoli alcuni dei quali erano dei “pezzi” unici, e quant’altro. L’Amministrazione comunale fu costretta ad asfaltare con urgenza tutta la Via dei Cerchi sostituendo i sanpietrini con l’asfalto, sanpietrini che, successivamente, sono stati ripristinati all’originale. Un altro problema di non facile soluzione fu quello di individuare un’area, il più vicino possibile alle terme, idonea a essere adibita a parcheggio anche notturno delle vetture, quasi tutte corredate da carrelli.
Il Circolo romano "La Manovella" propose al Comitato organizzatore di realizzare un piccolo busto, in marmo o in bronzo, di Enzo Ferrari che si sarebbe dovuto installare al centro dell’aiuola spartitraffico situata sul Piazzale Numa Pompilio, proprio nel punto in cui prese il via la Ferrari di Franco Cortese. La Sovrintendenza ebbe a esprimersi in maniera decisamente contraria adducendo che la collocazione a terra, di un manufatto di modeste dimensioni avrebbe provocato (sic!) un notevole impatto ambientale. A fronte di ciò siamo stati costretti a ripiegare su di una soluzione alternativa, molto più modesta e certamente meno adatta a celebrare l’importante ricorrenza: una targa a terra, in un luogo il più vicino possibile alla linea di partenza del Gran Premio Roma situata all’inizio del Viale delle Terme. Questa proposta fu approvata e il Comune di Roma deliberò di far posizionare la targa a nostra cura e spese sul marciapiede antistante la basilica di San Sisto.
L’allora Assessore alla Cultura Gianni Borgna non appena da me contattato, con grande sensibilità comprendendo l’importanza dell’evento, accettò di buon grado di partecipare alla cerimonia di apposizione della targa e, non solo: su un palco appositamente preparato egli stesso, ebbe a tenere un breve discorso ai presenti. Ricordo che ai piedi del palco numerosi erano i soci del Circolo Romano la “Manovella” naturalmente in prima fila i più anziani, i fondatori, i quali avevano anche schierato le loro meravigliose vetture nel piazzale antistante.
Qualcosa che, veramente, merita di essere ricordata è lo spettacolo irripetibile in uno scenario unico al mondo per bellezza e suggestione costituito dalla stupenda teoria di Ferrai d’epoca di tutti i colori che sfrecciava sull’agone di Via dei Cerchi per affrontare, poi, la difficile curva a sinistra che costeggia un lato del Circo Massimo e, successivamente, immettersi a tutto gas sulla salita di Via della Greca al culmine della quale erano state allestite delle comode tribune situate davanti al monumento di Mazzini. Naturalmente i posti a sedere erano numerati per le autorità, i “vipponi” e i “maestri” dell’arte di “portoghese”. Sulle tribune c’era l’Avv. Giovanni Agnelli, in onore del quale fu appositamente realizzata una torretta in legno alta più di 5 metri posizionata all’angolo tra il Circo Massimo e Via della Greca. Giusto così, visto che la Ferrari, ormai, era di proprietà della Fiat, la quale, a quanto mi risulta, è sempre stata di proprietà della famiglia Agnelli. Quello che vi ho raccontato accadde a Roma nel lontano 1 giugno 1997 in una splendida, luminosa e indimenticabile giornata di sole”.
Qui termina la storia del modesto contributo che i soci del mio Circolo hanno voluto dare alla rievocazione del cinquantennale. Celebrazione che, senza alcun dubbio, può essere definita un evento di rilevanza mondiale. Solo da noi italiani e solo nella sede “propria”, la città di Roma, “Caput Mundi”, era possibile organizzare un incontro del genere, semplicemente indimenticabile. A sostegno di questa mia affermazione è sufficiente, per chi ha la bontà di leggere questi ricordi, fare riferimento a un semplice dato numerico. La Ferrari, dal 1947 al 1957, ufficialmente ebbe a produrre meno di 400 vetture. Di queste, ben 74 erano presenti all’incontro romano.
In totale le vetture presenti erano invece 271, divise tra Turismo, Gran turismo, Sport e Formula uno. La prima dell’elenco non ha numero anzi, porta il numero zero in quanto è la famosa 815 Auto Avio Costruzioni, del 1940 condotta dal grande collezionista Mario Righini. Il famoso “cavallino” di Francesco Baracca compare sul cofano della numero uno, che è la prima Ferrari, in assoluto, del 1947, la “festeggiata”, la 125 S condotta da Piero Ferrari. Poi tutte le altre, seguendo rigorosamente l’anno di produzione. Un’ultima cosa penso sia giusto far conoscere, sempre a sostegno della definizione di “Evento epocale”, una piantina ufficiale dell’organizzazione che riproduce il tracciato della parata di tutte le Ferrari storiche in uno scenario unico al mondo ed assolutamente fantastica e irripetibile. 

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