MUSO ALTO O MUSO BASSO?

Siamo tutti sereni e non stiamo parlando di muso lungo.

Per molti anni il comune senso dell’estetica per un’automobile da corsa ha reclamato una forma bassa, larga e aggressiva, acquattata al suolo come un felino pronto a spiccare il balzo, e con un muso basso, anzi bassissimo a sfiorare il terreno, ed a cucchiaio per evitare la formazione di un cuscino d’aria sotto la vettura il quale, si pensava, potrebbe sollevarla da terra con effefiti catastrofici. Questa filosofia ha retto spavaldamente la scena fino a quando, alla fine degli anni settanta (era il 1977), Colin Chapman ed i suoi collaboratori hanno introdotto, in Formula 1 sulla Lotus 78, il concetto fisico chiamato “effetto suolo” che utilizza invece proprio l’aria che scorre sotto la vettura per tenerla attaccata alla pista. Uno stravolgimento di idee totale!.......

Vignale 1

La Tyrrell 019, vista a Imola alla sua prima apparizione uffciale nell’aprile del 1990, “chiudeva il cerchio” concentrandoin un progetto reale tante idee che circolavano in quel periodo: il muso alto era accoppiato ad un’ala anteriore chescendeva verso il basso ed alla piastra inferiore (“T-tray” in gergo) che serviva a estendere il fondo piatto fino alla“tangente verticale posteriore delle ruote anteriori”, come richiesto dal regolamento, ma aveva anche funzioniaerodinamiche. Le foto della nuova vettura furono pubblicate dalle riviste specializzate da tutte le angolazioni possibilie immaginabili (qui una di Autosprint n.25 del 19 giugno 1990) e cercavano di carpire i segreti del nuovo progetto. Un“cugino” della 019 era anche nato in Ferrari, sempre per mano di Jean Claude Migeot nel 1986, ma allora si pensava dialzare il muso per alloggiare il radiatore sotto il fondo. Una pessima idea come ha riconosciuto lo stesso ingegnere francese.

articolo in pdf da scaricare - pubblicato su epocAuto 2-2019 a firma di Marco Giachi

 

 

 

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