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La Hanomag 1.3 Liter ritratta in un ambiente inusuale rispetto al suo teatro d’azione preferito, cioè le veloci autostrade tedesche. All’epoca la compatta tedesca era considerata una stradista. Su alcuni mercati, la piccola tedesca assunse la denominazione di Hanomag Typ 130.

HANOMAG 1.3 LITER, alternativa al Maggiolino

PAROLA D'ORDINE: AERODINAMICA

A firma di Matteo Giacon

Ritratto della Hanomag 1.3 Liter, alternativa al Maggiolino, pensata per le veloci autostrade germaniche. Con le sue linee arrotondate è uno dei simboli dello Streamlining alla tedesca.

Il peso è il nemico, la resistenza dell’aria è l’ostacolo” recita il motto della Touring. Averlo citato indica forse che la simpatica berlina qui ritratta è una 8C 2900 B Superleggera in salsa teutonica?
No, affatto: tuttavia lo slogan dell’atelier milanese può essere fatto proprio anche dalla compatta costruita fra il 1939 e il 1941 dalla Hannoverische Maschinenbau AG (da cui HanoMAG) e disegnata seguendo con zelo i dettami dello streamlining. Dell’importanza di questa corrente stilistica e progettuale per l’industria e il costume non servirebbe parlare in questa sede, talmente tanto si è scritto e detto al riguardo. Dato che però la 1.3 Liter appartiene al ramo mitteleuropeo di tale corrente, è giusto spendere qualche parola che descriva il perché le terre di lingua tedesca siano in quegli anni una sorta di patria dell’aerodinamica e perché i modelli nati da quella scuola di pensiero siano tanto emblematici, inclusa questa utilitaria.
Al riguardo va innanzitutto ricordato che in Germania vengono portati avanti già dagli anni Venti alcuni dei più rigorosi studi sull’aerodinamica, grazie a personalità come Wunibald Kamm, fondatore e direttore di uno dei primi enti di ricerca dedicati all’auto, il Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren Stuttgart (“Istituto di ricerca per l’ingegneria automobilistica e motori per autoveicoli”). Di tali studi approfittano sia tecnici mitteleuropei come Béla Barényi, Erich Übelacker, Hans Ledwinka, Hans Nibel, Ferdinand Porsche, Karl Jenschke e l’iconoclasta Josef Ganz, sia taluni carrozzieri che abbracciano il nuovo credo, come dimostrano la Maybach di Spohn del ‘32, forse istigata proprio da Jaray, o la Röhr di Autenrieth del ’33. Basterebbe questo a spiegare perché lo streamlining di matrice teutonica (noto come Stromlinie nell’idioma di Goethe) abbia un che di speciale già agli albori degli anni Trenta.....

 

Vista da dietro, la 1.3 Liter rivela affinità con altre auto dell’epoca, specie americane o tedesche (come la Opel Kapitan sullo sfondo). Da notare la nervatura che in coda si raccorda con la fiancata. Il lunotto diviso in 2 sezioni e percorso dalla nervatura longitudinale è tipico di molte auto della seconda metà degli anni Trenta. Ai lati si intravedono le cerniere del portellone del bagagliaio.

Articolo completo (con 16 foto) su epocAuto di aprile.

 

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