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Vista di trequarti anteriore della MG TF di colore Rosso autunno (Autumn red Codice BK1) in abbinamento con interni color Biscotto (Bisquit) venduta all’asta RM/Sotheby’s Auctions il 5 agosto 2020 a Monterey.

MG TF

L'ultima T

Su epocAuto di gennaio - a firma di Elvio Deganello

La MG TF debutta nel 1953 e resta in produzione due soli anni perché l’inconfondibile stile “anni Trenta” a metà anni Cinquanta ormai ha pochi argomenti per convincere. Oggi però quelle linee classiche e dinamiche hanno numerosi estimatori.

La TF è l’ultima MG della serie T, quella con la classica calandra verticale e i parafanghi ad ala. Oggi piace incondizionatamente ma al debutto, nel 1953, solo i romantici apprezzano ancora i parafanghi non integrati nella carrozzeria, il serbatoio esterno e l’angusto abitacolo chiuso tra il lungo cofano e la breve coda in una partitura stilistica che prima della guerra rappresentava al meglio i valori simbolici delle auto sportive inglesi: prestazioni, classe, eleganza. Dopo la guerra però la Jaguar XK 120 e la Triumph TR 3 fanno di colpo invecchiare quelle classiche forme e i più illuminati fra i tecnici della MG, a partire dall’ingegnere capo Syd Enever, percepiscono il cambiamento in atto e preparano una roadster di linea moderna derivata dal prototipo realizzato per la 24 Ore di Le Mans del 1951. Sir Leonard Lord, presidente della neo-costituita BMC, della quale la MG entra a far parte, anziché ringraziare i laboriosi innovatori, li rimprovera e ordina loro di dimenticare il loro progetto. Egli pensa che, mantenendo la consueta impostazione stilistica, sia possibile conservare l’autotelaio esistente evitando di ricorrere a nuovi e costosi investimenti. Probabilmente teme anche che un repentino cambiamento dello stile possa suscitare una reazione negativa da parte della clientela che da molti anni è affezionata alla serie T, evoluta dal 1936 nelle varianti TA, TB, TC e TD. Il motivo più vero del rifiuto del nuovo da parte di Leonard Lord è però l’accordo che ha appena sottoscritto per realizzare la moderna spider 100/4 con Donald Healey e l’Austin, anch’essa parte del gruppo B.M.C.. Al posto del prototipo di Enever, cancellato per l’assurda paura che faccia concorrenza alla Austin-Healey, prende forma la MG TF. Bastano solo sei mesi per passare dalle prime idee, alla produzione in serie, i principali artefici sono Cecil Cousins e Alec Hunslow del reparto esperienze della Casa...

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La TF vista di trequarti posteriore con la cappotta chiusa. La semplice protezione impermeabile è sostenuta da altrettanto semplici archetti che quando non sono in uso si ripongono in un apposito vano dietro i sedili insieme con la cappotta.

 

L'articolo completo è su epocAuto di GENNAIO

 

 

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