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Prima del record, Fred Marriot posa sulla Stanley “Rocket” sulla spiaggia di Ormond Beach, Florida.

Alla ricerca di una alternativa alla benzina

VAPORE AMICO, MA NON TROPPO

Su epocAuto di novembre - a firma di Aldo Zana

Agli inizi dell’automobile il motore a vapore era molto migliore di quello a scoppio: aveva dietro un secolo di esperienza e progresso. Le auto a vapore costruite in America andavano più veloci di tutte. Stabilirono record mondiale e poi caddero nel dimenticatoio. Ma qualcuno ci sta ancora provando.

No. Il vapore al posto di benzina e diesel è meglio continuare a dimenticarlo. Chi ne magnifica gli scarichi puliti che più puliti non si può, semplice acqua ecologica, imbroglia perché dimentica che per scaldare l’acqua ci vuole calore, cioè la fiamma di qualcosa che brucia. Un idrocarburo meglio di tutti, con gli stranoti problemi di inquinamento.
Senza gli idrocarburi, le automobili a vapore sarebbero ingombranti e pesanti come le locomotive a vapore che hanno dominato le ferrovie fino agli anni Cinquanta del secolo scorso.
Però, all’inizio dell’automobile, il vapore era un’opzione valida. Oggi la diremmo un’alternativa sostenibile alla benzina. Spingeva le auto a velocità irraggiungibili per i motori a scoppio che azionavano leviatani con cilindri grandi come secchi, affidabilità e durata vicini a zero. Il 26 gennaio 1906 l’uomo più veloce del mondo divenne Fred Marriott, 34 anni, a 204,25 km/h (127.66 mph). Guidava una Stanley Steamer. A vapore.
Nei primi anni del Novecento il vapore poteva contare su oltre un secolo di progressi, miglioramenti e perfezionamenti. Aveva radicalmente cambiato la condizione umana, azionato la rivoluzione industriale, rivoluzionato le campagne, fornito il motore per muovere gli esseri umani a velocità superiori a quelle delle proprie gambe e dei cavalli, come era stato per i millenni precedenti.
Inventata l’automobile, era normale che qualcuno pensasse al vapore quale motore. Tecnica e metallurgia erano mature, al contrario del motore a combustione interna. Il motore a vapore evitava la complicazione di frizione e cambio per superare le diverse condizioni e pendenze di una strada. Come il motore elettrico, è sempre in coppia massima e si regola semplicemente variando la pressione di entrata del vapore nel cilindro secondo una tipologia collaudata in centinaia di migliaia di locomotive ferroviarie, trattrici stradali, macchine industriali e agricole.
I primi produttori di auto in Europa non si entusiasmarono per il vapore preferendo i carburanti liquidi. Tra le poche eccezioni è doveroso citare il francese Léon Serpollet (1858-1907)...

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Davanti all’Ormond Garage, allora la base per le corse sulla spiaggia, aspettano la vettura a vapore di Louis Ross e la Benz 90 HP di Willie K. Vanderbilt.

 

L'articolo completo è su epocAuto di NOVEMBRE

 

 

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