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Tre volumi e trazione anteriore, una soluzione non proprio così diffusa nel 1969. Contrariamente all'usanza di mettere le griglie di sfogo dell'aria viziata dell'abitacolo sul montante posteriore, nella A111 si trovano nascoste alla base del lunotto.

AUTOBIANCHI A111
Il fascino discreto della borghesia

Su epocAuto di ottobre - a firma di Dario Mella

Il progetto Autobianchi A111 ha origine quando al Lingotto inizia lo studio di un nuovo modello destinato, nelle intenzioni, a sostituire le Fiat 1100 D e 1300. Vengono avviati in parallelo due progetti, siglati 123 e 124, che saranno però diversamente finalizzati: il secondo darà origine alla Fiat 124, presentata nel marzo del ‘66, mentre il primo, caldeggiato dall’ing. Dante Giacosa, resterà - per così dire - in frigorifero per diventare nella primavera del ‘69 l’Autobianchi A111.
Ma cosa ha di diverso la nuova A111 rispetto alla pari cilindrata Fiat 124 Special presentata nel novembre 1968? La trazione anteriore, il motore trasversale e una migliore finizione. Il “tutto avanti” è una tendenza in crescita nel segmento delle auto medie da famiglia, tuttavia, visto che in quel settore le berline Fiat hanno uno schema meccanico classico ancora molto apprezzato dalla clientela, la A111 viene inserita nel listino Autobianchi, ampliando l’offerta di berline medie del gruppo Fiat nelle cilindrate comprese tra 1200 e 1500 cc.
La mossa ha anche lo scopo di attirare quella fascia di automobilisti orientati verso altre marche o modelli medi a trazione anteriore, ma come invogliarli? Attraverso soluzioni qualitative di più alto contenuto sottolineate da prestazioni brillanti, perché il disegno a tre volumi della A111 è invece volutamente conservativo. Il timore, infatti, è che un nuovo linguaggio formale, magari di rottura, qualora faccia presa, possa rendere superati i modelli Fiat. Ma è anche una scelta fatta per non introdurre troppe novità con il rischio che il pubblico ne sia disorientato...


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La seconda serie vista di lato: si nota sul parafango anteriore la nuova targhetta "A111". Dietro c'è solo quella "Autobianchi", priva di indicazione del modello, collocata a destra sul bordo del coperchio bagagli. Nella foto si possono vedere anche i gruppi ottici posteriori raddoppiati, mentre le ruote hanno una decorazione più ricca.

 L'articolo completo è su epocAuto di OTTOBRE

 

 

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