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La Dino Coupé telaio # 135AC 0001142 venduta all’asta RM Sotheby’s il 22 maggio 2021 per 81.200 Dollari. Le Dino “due litri” sono più ricercate delle 2,4 litri e spuntano quotazioni maggiori. In tutti i casi, i ricambi della meccanica comuni con le Dino Ferrari sono piuttosto cari.

Fiat Dino Coupé. CUORE FERRARI

Nel 1967 la Fiat offre alla clientela una Gran Turismo di due litri elegante, con carattere forte e con prestazioni elevate grazie al motore derivato dalle Dino di Maranello. Il successo va oltre le previsioni e nel 1969 la Casa avvia la seconda serie con motore di 2,4 litri

Su epocAuto di settembre - a firma di Elvio Deganello

Presentata al pubblico a Ginevra nel marzo 1967, la Dino 2000 Coupé offre alla clientela Fiat le prestazioni, l’eleganza e l’esclusività delle “GT 2+2 da 200 km all’ora” in un mercato d’élite dove le concorrenti vantano grandi tradizioni. La carta vincente della Fiat è il motore derivato dalle corse. Lo sollecita Enzo Ferrari, che ha pronto il V6 Dino, ma non può omologarlo per la Formula 2 perché il regolamento del 1965 impone che derivi da un’auto di serie costruita in almeno 500 esemplari annui, vale a dire oltre le capacità produttive di Maranello. All’epoca, la famiglia dei motori Dino è già numerosa. I primi studi risalgono al 1955 quando il figlio di Enzo Ferrari, Alfredo “Dino”, fissa le linee guida del progetto negli ultimi baleni di una vita compromessa de un male inesorabile. Dopo la prematura scomparsa del giovane, Vittorio Jano porta a compimento il progetto ed Enzo Ferrari, addolorato per la perdita del figlio, dà il suo nome al motore. La prima generazione dei Dino V6 ha la distribuzione con due alberi a camme in testa per bancata e l’angolo fra i cilindri di 65 gradi. In versioni e cilindrate diverse da 1500 cc a 3000, equipaggia per 10 anni molte Monoposto e Sport. Carlo Chiti, giunto alla Ferrari nel 1957, avvia una variante con un singolo albero a camme in testa per bancata e la V di 60 gradi, che equipaggia altre auto da corsa con cilindrate da 1.5 litri a 2.8 litri. Nel 1961, quando Carlo Chiti passa alla ATS, lo sviluppo dei motori Dino è affidato agli ingegneri Franco Rocchi e Mauro Forghieri, che tornano all’impostazione originaria con la distribuzione bialbero. Limitatamente alla Formula 1, Rocchi e Forghieri adottano l’angolo della V di 120°, ma per i motori Sport tornano ai cilindri con la V di 65°. Da questi deriva finalmente il motore “due litri” prodotto dalla Fiat, che si chiama Tipo 135 B 000 quando è destinato le Fiat Dino Coupé e Spider oppure Tipo 236 quando è destinato alle 206 berlinetta e spider del nuovo marchio Dino...

 

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Il vano motore della Dino Coupé telaio # 135AC 0001142 venduta all’asta RM Sotheby’s il 22 maggio 2021. Il pezzo forte di tutte le Fiat Dino 2 è il propulsore V6 derivato dalle Ferrari Monoposto e Sport che per più di un decennio si sono distinte nelle competizioni.

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