alpine

La A110-85 è una berlinetta dalla linea profilata e aderente al terreno.

Alpine Renault A 110. Sportiva all'estremo

Su epocAuto di agosto - a firma di Umberto Lacchetti

La linea affusolata e grintosa, l’abitabilità ridotta a due posti secchi, il peso inferiore ai 700 kg e in marcia il rombo pieno del motore: non ci sono dubbi, è un’auto pensata per correre.

Così si presenta la A110, la berlinetta costruita dalla Alpine con la collaborazione di Renault lungo un periodo che va dai primi anni sessanta alla seconda metà dei settanta. Nessuna concessione al lusso, la vettura appare essenziale, tutta votata alle prestazioni. Nei rally ha ottenuto numerosi successi, culminati con la conquista del Campionato del mondo del ’73 con l’appoggio determinante di Renault, che forniva motori, cambi e altri organi meccanici e contribuiva al finanziamento delle spese. La collaborazione con Renault si è fatta nel tempo sempre più stretta, tanto che nel ’73 la Alpine entra a far parte della Regie divenendo di fatto il suo reparto corse. Il successo della berlinetta A110 va ascritto anche alla sua linea slanciata e gradevole, frutto della collaborazione, in momenti diversi, dei designer Marcel Hubert e Giovanni Michelotti (a lui è attribuito uno dei primi prototipi).
L’Alpine viene fondata da Jean Rédélé a metà anni ’50 con sede a Dieppe. La vocazione sportiva era nelle corde del suo fondatore: Rédélé, titolare di una concessionaria Renault, è un giovane pilota che gareggia con vetture Renault, in particolare con la berlina utilitaria 4CV. Per avere un’auto più competitiva appronta un prototipo con telaio tubolare e carrozzeria alleggerita su cui colloca la stessa base meccanica Renault, migliorando in tal modo il rapporto peso potenza. Nel ’52 partecipa alla Mille Miglia e arriva primo nella classe 750; si ripete nel ’54 e intanto i suoi prototipi ottengono buoni risultati anche in mano ad altri piloti. Al successo sportivo segue quello commerciale, Rédélé decide allora di dare avvio in modo ufficiale alla costruzione di vetture e fonda la nuova azienda Societé Anonyme des Automobiles Alpine. Da principio è un’officina artigianale, poi cresce e si trasforma in una fabbrica che realizza auto sportive di serie e da gara. La produzione aumenta: nel ‘70 si costruiscono 1000 vetture, contro le 100 fabbricate nel ’59. Si espandono anche i siti produttivi grazie alla partnership con Renault, in particolare all’estero, in Spagna, Brasile, Messico, Bulgaria...

 

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 Dall’alto la vista evidenzia la sagoma snella, lunga solo 3,85 metri, ideale per le strade tortuose dei rally.

 L'articolo completo è su epocAuto di AGOSTO

 

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