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Michael Schumacher ritira la sua Bugatti gialla.

 

BUGATTI italiana

Campogalliano (MO), 1989-1996

Su epocAuto di luglio - a firma di Nino Balestra

Una storia avvincente e drammatica, tutta italiana, fatta di grande passione e coraggio, sfumata come un sogno all'alba, in un modo persino crudele.

La prima storia della Bugatti è la storia del sogno di un uomo: Ettore Bugatti, milanese, che appena ventenne nel 1901 costruisce la sua prima auto, concentrato di novità, in una rimessa delle tenute del conte Gian Oberto Gulinelli, alla periferia di Ferrara, per esplodere in tutta la sua carica innovativa a Molsheim nell’Alsazia francese a partire dal 1909. La seconda storia della Bugatti è ancora la storia del sogno di un uomo: Romano Artioli, che nel 1989 rileva il marchio Bugatti e fonda a Campogalliano (MO) la più avveniristica fabbrica di straordinarie automobili.
Dopo la morte di Ettore Bugatti avvenuta nel 1947, che già aveva sofferto la scomparsa per un incidente del diletto figlio Jean nel 1939, le redini dell’azienda passano nelle mani del secondogenito Roland, che tenta un rilancio impossibile, fino a che, dopo una decina d’anni di assoluta inattività, cede lo stabilimento francese alla Hispano Suiza che lo utilizza per costruire motori avio, senza manifestare alcun interesse per il glorioso marchio Bugatti....

 

 L'articolo completo è su epocAuto di LUGLIO

 

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