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Una 220 cabriolet 4 posti e due luci laterali carrozzata Gläser del 1938. Questo esemplare adotta i parafanghi di nuovo disegno usati su alcuni esemplari di questa versione, anche se la mascherina sembra essere ancora quella dell’anno prima.

VENTO NUOVO SUL DANUBIO BLU

Le "piccole" Steyer

Il debutto in società delle prime auto europee disegnate secondo i canoni dello streamlining avviene a ritmo di valzer, grazie alla Steyr 100 e alle sue derivate, simboli dell’impegno della Casa austriaca.

Su epocAuto di giugno - a firma di Matteo Giacon

Qual è quell’auto che ha una carrozzeria concettualmente simile a quella dell’Aprilia, porte che si aprono ad armadio prive di montante centrale come nell’Aprilia, una calandra a scudo proprio come l’Aprilia … ma non è l’Aprilia? Facile, si dirà: è l’Ardea! Ma l’auto in oggetto ha un motore da circa 1400 cc, e dunque non può essere la piccola Lancia nata nel 1939. Per svelare l’arcano occorre valicare il Brennero e andare in Austria, più precisamente a Steyr, città di romantico aspetto ma dalla vibrante anima industriale che nonostante il nome (in tedesco significa Stiria) sta nel Land dell’Oberösterreich. È qui che nasce nel 1864 la Josef Und Franz Werndl & Comp. Waffenfabrik Und Sägemühle, fabbrica d’armi ribattezzata nel 1869 Österreichischen Waffenfabriks-Gesellschaft (ÖWG) e la cui attività si espande negli anni sino a includere dal 1916 la produzione di automezzi. Sono questi a trainare dopo la Grande Guerra l’azienda, che nel 1926 viene rinominata Steyr-Werke AG. Ed è proprio la divisione auto della Steyr a lanciare nel 1934 la 100, importante appunto perché anticipa alcuni dei tratti della favolosa berlina Lancia.
La genesi della 100 inizia nella prima metà degli anni Trenta, quando la Steyr, sull’orlo del collasso, decide di offrire una vettura di classe media adatta alle frugali esigenze del tempo ma dal pedigree tecnico ineccepibile, in linea con la fama dell’azienda. Artefice principale è il viennese Karl Jenschke, apprezzata figura di tecnico in forze alla casa austriaca sin dal 1922 e divenutone Chefkonstrukteur dal 1930. Il progetto prevede la creazione di una vettura il più possibile leggera e profilata, ispirata a canoni vicini al mondo dell’aeronautica cari a Jenschke...

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Nell’arco della carriera, le Steyr 100/200 e 120/220 è stata vestita da vari carrozzieri. Oltre alle creazioni di Gläser, a conti fatti autentiche “fuoriserie di serie”, vanno ricordate interpretazioni di Petera, Hornig e Keibl. Degna di rilievo è però la McEvoy Special, realizzata dalla Jensen nel 1938 su meccanica 220, dietro ordine di Michael McEvoy, mago del tuning inglese degli anni ’30. Costruita in forse 3 esemplari, vanta una scocca in alluminio paragonabile nel design alle Peugeot Darl’Mat.

 L'articolo completo è su epocAuto di GIUGNO

 

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