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La migliore dimostrazione che il colore delle gardenie sta bene sul verde della vegetazione (nb: l'auto è in bianco Gardenia).

ALFA ROMEO GIULIETTA SS
su epocAuto di aprile 2021 a firma di Vittorio Falzoni Gallerani - 

Dopo la virata post bellica verso la produzione di massa rappresentata dalla 1900, è noto a tutti che l’Alfa Romeo consolida tale tendenza con la Giulietta Sprint del 1954, seguita da tutte le altre versioni: berlina e spider nel 1955; Sprint Veloce e Spider Veloce nel 1956; berlina t.i. (turismo internazionale) e ‘Promiscua’ (Station Wagon) carrozzata da Colli nel 1957.
E finalmente, tra il 1958, presentazione al Salone di Torino, ed il 1959, inizio produzione versione di serie, la Sprint Speciale oggetto del nostro servizio; è risaputo che questa versione era stata impostata e portata avanti per aumentare ancora la competitività in gara della Giulietta rispetto alla già vittoriosissima Sprint Veloce: i primi esemplari assemblati, infatti, erano assolutamente spartani nelle finiture ed addirittura privi di paraurti.
Per la Sprint Speciale si sviluppa anche una nuova versione del pregiatissimo bialbero tutto in lega leggera, denominata AR00120, che, alimentata con due generosi carburatori Weber 40 DCO3, riesce a sviluppare 100 CV DIN, contro i novanta del precedente motore AR1315 montato sulla Sprint Veloce; e sempre con soli 1,3 litri di cubatura, raggiungendo quindi la strepitosa potenza specifica di 77,5 CV DIN per litro.
Considerando che la Giulietta S.S. pesa a secco 860 kg. si può facilmente intuire che essa è in grado di offrire un quadro prestazionale di assoluto rilievo: Auto Italiana, nel Dicembre del 1960, la cronometra a 188,5 km/h e 14,4 secondi sullo 0-100 km/h, il tutto con il più lungo rapporto al ponte disponibile e cioè quello per la versione stradale standard.
La pagella è da dieci e lode; e allora perché la Giulietta Sprint Speciale ha gareggiato poco o nulla?! La risposta è nelle stesse pagine che abbiamo citato poiché in quel test essa era affiancata dalla Sprint Zagato, la novità di quelle settimane che, proveniente da una stirpe generatisi in circostanze rocambolesche che magari racconteremo una prossima volta, sarebbe stata l’arma dell’Alfa Romeo in campo agonistico: ancora più leggera (765 kg) e più compatta (3.800 mm di lunghezza contro 4.120), oltre ad essere più veloce, 198 km/h e 13,2 secondi sullo 0-100, è anche più maneggevole.
Fu così che la Sprint Speciale, che nel frattempo aveva guadagnato il paraurti, divenne una straordinaria piccola gran turismo praticamente senza rivali nella sua classe di cilindrata tranne forse la esotica Lotus Elite, importata in Italia solo su richiesta e dal prezzo probabilmente più elevato (non siamo riusciti a trovare un listino dell’epoca) data la presenza dei dazi di importazione.
Che la destinazione della S.S. fosse questa già in embrione lo si intuisce subito guardandola...


 

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Le viste anteriore e posteriore evidenziano la gentilezza del tratto che Scaglione ha saputo usare per questa piccola gt; per quella laterale invece esiste un solo aggettivo: geniale.

 L'articolo completo è su epocAuto di APRILE

 


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