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La Lancia Aurelia di Fagioli dopo il fatale l'incidente del 31 maggio 1952 a Monte Carlo, all'uscita del tunnel, il giorno seguente avrebbe compiuto 54 anni.

 

Luigi Fagioli
La terza EFFE dell'Alfa Romeo

su epocAuto di gennaio 2021 a firma di Gabriele Scotto - 

Nella mia veste di appassionato, per meglio dire, inguaribilmente malato delle vetture “Lancia” - con particolare riferimento, per quanto attiene, specificatamente, i numerosi successi sportivi conquistati dai modelli “Aurelia” nelle più importanti gare su strada a partire dal 1951 – ho avuto occasione di interessarmi, più di una volta, del pilota Luigi Fagioli. Al riguardo è noto che lo stesso si spense il 20 giugno del 1952 a seguito di un grave incidente subito a Montecarlo alla guida della “famosa” Aurelia, 2°, serie (1991 cm3), “serie speciale da corsa”, telaio n. 1510, motore n. 1612, colore grigio, targata AN 16960. Il mio vivo interesse per questo grande campione della velocità e il mio altrettanto ardente desiderio di approfondire al meglio la storia della sua gloriosa carriera di corridore è stato in me stimolato dalla superba prova che il pilota osimano ha consacrato alla storia con la conquista del terzo posto assoluto alla Mille Miglia del 1952, preceduto solo da Bracco con la Ferrari 250 Berlinetta Vignale e dal tedesco Kling con la Mercedes 300 SL, entrambe vetture che disponevano di ben oltre duecento cavalli di potenza rispetto ai circa novanta dell’Aurelia. Ed è proprio la stupefacente “performance” dimostrata da Fagioli in tale circostanza che mi ha spinto a voler conoscere più a fondo la gloriosa carriera del marchigiano, di nascita si noti bene, in quanto la sua città di adozione è sempre stata Gubbio. Nel proseguire mi sono “immerso” nel pregevole volume “La terza EFFE Luigi Fagioli, storia di un campione di velocità” di Gianluca Sannipoli. In copertina vi è una bellissima foto di Fagioli, impegnatissimo alla guida della Mercedes Benz Ufficiale W25, primo assoluto al Gran Premio di Monaco del 1935. Nella ultima di copertina, poi, appare una foto storica altrettanto importante: Fangio, Farina ei Fagioli insieme le famose TREEFFE dell’Alfa Romeo. Anche qui mi si consentano due riflessioni: la prima riguarda Luigi Fagioli concentratissimo con due enormi occhialoni neri, in una curva del Circuito stradale monegasco, mentre passa a distanza millimetrica dal cordolo del marciapiede...

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1951 Reims, Gran Premio di Francia. Per ordini di Scuderia, Fagioli dovette cedere il volante della Alfetta 159 al compagno di squadra Manuel Fangio.

 

 

 L'articolo completo è su epocAuto di GENNAIO

 


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