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La nostra TCR virtuale, alla quale ci siamo anche affezionati come se fosse vera, mette in evidenza il risultato del lavoro di ricostruzione della geometria a confronto con la vettura reale nella quale si vede l’ultima versione del cofano di resina ben raccordato alla carrozzeria ma proibito dai giudici. Ormai siamo davanti a un vera e propria vettura da corsa effettivamente un po’ troppo lontana da dove si era partiti.

 

 

Parliamo di cofani?
Su e giù nelle "derivate Abarth" degli anni '60

su epocAuto di gennaio 2021 a firma di Marco Giachi - 

Quel cofano sollevato era la quintessenza delle corse di automobili.
Era lontano dalle forme esotiche dei prototipi, inaccessibili come quelle di certe attrici del cinema, ma questo non deve indurci a pensare che fosse meno adrenalinico: Vallelunga, Mille Miglia, Coppa della Consuma ... corse a tavoletta con quella vetturetta minuscola in una sinfonia di stridore degli pneumatici e con una ruota rigorosamente sollevata da terra nelle curve più impegnative.
Tutti avevano un amico con un’Abarth in garage e quelli più fortunati potevano vantarsi di avere la 1000, perché il picco dell’audacia di Carlo Abarth a tanto era arrivato, fino a mille di cilindrata, e già la prima 1000 Berlina, uscita nel luglio del 1962, vantava 60 CV (e 158 km/h, mica scherzi!) rispetto ai 29 CV della 600 D originale da cui era derivata.
Mito e fascino insieme allo stato brado e anche noi non abbiamo saputo resistere alla tentazione.
La forma generale è stata ricostruita, come facciamo spesso, digitalizzando con il laser un modellino in scala, ma l’abbiamo anche cercata e trovata, non una anzi due: una nella versione più estrema, la TCR, e una Berlina decisamente meno aggressiva.
La prima a Maleo, vicino a Milano alla Berni Motori, e la seconda a Lamporecchio grazie alla collaborazione del proprietario, il sig. Stefano Desideri e del Club Montalbano, vicino a Pistoia, terra di ciclisti ma anche di appassionati di auto d’epoca,
La disponibilità delle vetture reali ci ha anche permesso di fare qualche rilievo, “calibrando” in questo modo la forma che avevamo ricavato dal modellino perché, si sa, a volte i modellini vengono realizzati leggermente fuori scala per dare un immagine di maggiore realismo al colpo d’occhio.
Infine siamo andati alla nostra Galleria del Vento virtuale, come facciamo sempre con l’intento di portare un contributo di originalità a quanto viene scritto e detto sulla storia delle competizioni di automobili.
La lettera R aggiunta alla sigla TC, è noto, indicava la testata radiale che aveva una conformazione particolare per aumentare ulteriormente la potenza che arriva a sfiorare i 100 CV. Le prime prove con la testata radiale sono dell’inverno del 1967, sull’autodromo di Vallelunga, ma la consacrazione della vettura avverrà solo nel 1970 quando un regolamento più permissivo ne consentirà l’omologazione in Gruppo 2 rendendola accessibile veramente a una vastissima fascia di piloti professionisti e non.
La TCR vera, nella Galleria del Vento, non c’è mai stata (almeno per quello che mi è dato di sapere), ma la simulazione può fare questo e altro, e ciò che non è mai accaduto nella realtà, può accadere nel mondo fantastico del calcolatore....

 

 L'articolo completo è su epocAuto di GENNAIO

 


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