01 Ayrton Perrys 1881 first electric car

Motom Dalla bici al Motomic

Il "Cinquantino" più amato dal dopoguerra agli anni sessanta.

su epocAuto di febbraio a cura di Franco Carmignani

Il Motom è uno dei tanti esempi del coraggio e della creatività dell’industria italiana negli anni difficili del dopoguerra, quando tra i tanti problemi della ricostruzione figuravano strade e mezzi di trasporto.
La milanese De Angeli-Frua specializzata nel tessile, già nel 1945 punta sulla meccanica e in particolare sulle due ruote. Si tratta di proporre un’alternativa alla bicicletta che è il mezzo più diffuso. Battista Falchetto, che in un recente passato ha lavorato con Vincenzo Lancia, elabora il progetto di una “moto leggera” basandosi su un telaio a X in lamiera stampata, semplice e robusto, che è la caratteristica saliente del mezzo, al pari del motore quattro tempi di 48 cc con valvole in testa azionate da un sistema ad aste e bilancieri, capace di 1,4 CV con un consumo irrisorio.
Si lavora per qualche tempo sul prototipo. Nel 1947 Motom è operativa e può lanciare il primo “Motomic” (MOTO atoMIC). Il successo è immediato.

In foto: Il Motom (sopra, e nella pagina accanto in alto a sinistra) con il caratteristico telaio a X in lamiera stampata, nella versione con serbatoio lungo e sella da corsa derivati dalle moto ufficiali.
Nelle due foto in basso il cambio con comando a pedale (a sinistra) e il coperchio della frizione con i fori per l’alleggerimento e un migliore raffreddamento.


L'articolo completo è su epocAuto di febbraio.

 


In tutte le edicole a 2.80 euro

Copertina2019 9

 
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