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rivsNon si contano ormai più i servizi giornalistici, i blog, le pagine FB, perfino nei bagni pubblici delle autostrade o sulle rotonde, si leggono necrologi sulle youngtimer, le cosiddette ventennali, cioè le auto che hanno dai 20 ai 29 anni.
In questi due anni ho letto, visto, parlato e scritto talmente tanto che ormai ho esaurito voce e inchiostro, le batterie di un paio di i-pad, le idee e, ahimè, le speranze di ottenere attenzione rispetto a questo importante settore.
Qui non si tratta di chiedere il mantenimento di presunti privilegi a favore di ricchi collezionisti, in un momento in cui tutti, giustamente, dobbiamo fare i conti con una recessione economica senza fine. Si tratta invece di riconoscere il giusto valore dell’appassionato collezionista, dal più piccolo al più grande, senza il quale nessun veicolo storico potrebbe essere restaurato. Bisogna riconoscere il giusto valore di un’agevolazione che sostituiva, di fatto, finanziamenti statali che lo Stato non può permettersi, nei confronti di un settore di grande importanza per il nostro paese. Mi riferisco all’enorme indotto che c’è dietro e dentro il movimento degli appassionati di veicoli storici. Finanziamenti e sgravi che invece continuano a interessare altri importanti settori, come ad esempio lo sport (giustamente), o che sono serviti ad altro, come ad esempio per salvare le banche che tanti danni hanno fatto in questi anni, soprattutto in Veneto.
Sono certo che, se si volessero trovare quei quattro spiccioli che sono stati raccolti dalla reintroduzione del bollo per le ventennali (da fonti ACI, pare si parli al massimo di una decina di milioni o poco più), si troverebbero e lo Stato potrebbe reintrodurre le agevolazioni fiscali per le ventennali, come richiesto da più parti. Naturalmente questo dovrebbe avvenire con regole diverse, visti danni causati soprattutto dalle “certificazioni facili”.


Ma di cosa avrebbe bisogno il settore del Motorismo Storico?
La risposta è semplice: avrebbe bisogno di essere normato e liberalizzato per migliorare e diversificare i servizi offerti e, soprattutto, poter unire così le forze e presentarsi compatti al governo (stiamo parlando di parecchie centinaia di migliaia di appassionati rappresentati da diversi enti e da migliaia di club) con poche semplici richieste:
* Liberalizzazione del settore, con l’ingresso di altri soggetti, tutti assoggettati a controllo e a revisione del riconoscimento in base alla serietà operativa su base annua. Un po’ come avviene per gli enti riconosciuti dal Registro CONI, che devono confermare ogni anno la propria rappresentanza sul territorio.
* Introduzione di un coordinamento/tavola rotonda di tutti questi enti, sempre sul modello di coordinamento delle federazioni sportive, che possa dialogare facilmente, attraverso i propri rappresentanti, col governo e con gli enti locali, per tutte quelle problematiche attinenti alle agevolazioni, ma anche alle manifestazioni che vengono tuttora organizzate, spesso senza la necessaria preparazione e professionalità.
* Reintroduzione delle agevolazioni fiscali, naturalmente adeguando le cifre richieste.
* Introduzione di un regolamento che snellisca le pratiche per le immatricolazioni e le reimmatricolazioni di veicoli provenienti dall’estero, per evitare che valanghe di denaro finiscano nei paesi UE, per ritrovarci comunque il medesimo mezzo circolare regolarmente in Italia.
Per discutere queste e altre proposte si dovrebbe istituire un tavolo di lavoro immediato ove vengano convocati TUTTI gli enti di una certa rilevanza nazionale, per produrre regole nuove e certe attraverso il dialogo politico a tutti i livelli.
Un’altra cosa di cui si sente estrema necessità è la chiarezza e la conoscenza globale delle normative che regolano il settore, sia a livello nazionale, che a livello regionale. Ho notato che molti giornalisti e media specializzati, per non parlare di quello che gira sui social, hanno difficoltà ad aggiornarsi in tempo reale su queste importanti tematiche. E se la confusione regna sovrana, gli unici a trarne vantaggio sono sempre i soliti.


Mettiamo alcuni punti fermi ad oggi:
1. Agevolazioni fiscali per le ventennali: dal gennaio 2015 le agevolazioni fiscali per le ventennali sono state eliminate dallo Stato. Quindi la tessera degli enti “riconosciuti”, dopo la decadenza di alcuni commi della 342/200, diventa inutile ai fini delle predette agevolazioni non più in vigore. Potete benissimo ottenere assicurazioni agevolate con le tessere di molti club o, naturalmente, con quella di RIVS. Ripeto, oggi come oggi la tessera, peraltro costosissima, dell’ente monopolista, non da diritto ad alcuna agevolazione fiscale in 18 regioni su 20.
2. Situazione aggiornata delle varie leggi regionali (troverete a margine uno schema di facile consultazione, che sintetizza la situazione di tutte le regioni da inizio 2015 a oggi):
a. nel 2015 erano operative le leggi regionali di Piemonte, Lombardia, Veneto (dal 27/4/15), Emilia Romagna, Umbria e Basilicata (per un breve periodo), province di Trento e Bolzano.
b. Nel 2016 erano attive le leggi regionali di: Emilia Romagna e Lombardia (contro queste due regioni, unitamente alla provincia di Bolzano, lo Stato non ha opposto ricorso e quindi le rispettive leggi regionali sono tuttora operative), Veneto (fino ad ottobre), provincia di Trento (sub judice, la Corte Costituzionale si è riunita il 21 marzo per discutere il ricorso statale), Sicilia (sub judice, la Corte Costituzionale si è riunita il 4 aprile per discutere il ricorso statale). La regione Piemonte ha invece deciso autonomamente di annullare la propria legge regionale adeguandosi alla volontà statale.
3. Ricorsi Statali. Il Governo ha opposto ricorso contro alcune regioni e province autonome e la Corte Costituzionale si è espressa cassando le Leggi di Umbria, Basilicata e Veneto, mentre si è ancora in attesa della decisione della Corte Costituzionale per la Regione Sicilia e la provincia di Trento, che non arriverà prima di un mese almeno.
4. Leggi in vigore nel 2017. Come detto, fatte salve le amministrazioni che concedono il 10% di sconto, attualmente sono solo tre le amministrazioni con una legge diversa da quella statale e sono sicure di poterle mantenere: Emilia Romagna, Lombardia e provincia di Bolzano
La regione Lombardia, in realtà, merita un approfondimento. Prima dell’entrata in vigore dalla finanziaria 2015 che ha eliminato le agevolazioni per le youngtimer, la Regione aveva in essere una legge che concedeva l’esenzione fiscale a tutti i possessori di veicoli over 20. Ebbene, non è così peregrino sostenere che tale esenzione sia ancora in vigore, dal momento che è stata modificata ad inizio 2015, restringendo teoricamente l’esenzione ai soli veicoli certificati ASI, attraverso una deliberazione di giunta. Chi mastica di giurisprudenza, sa bene che un atto di giunta non può ritenersi valido, nè men che meno operativa, nell’ambito che abbiamo appena descritto (per modificare una legge regionale l’iter è diverso): da quì nasce il ragionamento dei giuristi interpellati da RIVS, che asseriscono che la legge regionale della Lombardia è da ritenersi estesa a tutti i possessori di ventennali e non ai soli soci ASI.


Quali scenari si prospettano quindi per le nostre amate youngtimer? Partiamo da un concetto basilare: l’iscrizione ASI ed FMI non consente più, già dall’inizio del 2015, di ottenere le agevolazioni fiscali (bollo ridotto) in quasi tutte le regioni italiane (e in quelle rimaste, come detto, la situazione non è chiara). Purtroppo moltissimi appassionati, tratti in errore dal susseguirsi frenetico degli eventi, nei quali gli stessi media di settore hanno fatto fatica a barcamenarsi, non certo aiutati dai soliti noti, hanno continuato a pagare il bollo ridotto pensando di essere nel giusto: ora questi stessi appassionati si ritrovano con pesanti cartelle esattoriali che chiedono loro di pagare i bolli arretrati per intero coi relativi interessi di mora.
RIVS in questi due anni, come sta facendo dal 1999, unitamente a molti altri che operano nel settore, ha battuto ogni strada percorribile per ottenere risposte positive da governo e regioni, al fine di ripristinare – migliorandola – la legge che prevedeva le esenzioni per le ventennali. Continuiamo su questa strada, nella speranza che il DDL relativo al nuovo Codice della Strada, sappia darci le risposte che cerchiamo, magari ponendo un’attenzione particolare ai giovani, perché senza il ricambio generazionale, il motorismo storico è destinato all’oblio.


Rossano Nicoletto,
Presidente Nazionale RIVS – Registro Italiano Veicoli Storici
www.rivs.it

 

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